Scusi, asino a chi?
Settembre 2006
Due giovani emiliani e 8 asini così parte Via Vai, un'impresa con un'attività molto particolare.
Roberto e Francesca con gli asini hanno da sempre un rapporto speciale: Roberto per averci lavorato quando ancora studiava e Francesca perché la mamma li alleva in una fattoria didattica.
Sebbene molto giovani, entrambi sono sotto i 25 anni, Roberto e Francesca hanno fondato Via Vai un’azienda che organizza attività di trekking con i muli, attività di rievocazione storica e attività ludiche outdoor.
La loro attività gira intorno ai muli, animali docili e che hanno una vita lunga (circa 20 anni), che si prestano bene a lavorare con bambini in ambienti anche movimentati come eventi e fiere locali.
“Stiamo partendo con 8 asini” racconta Roberto “e un mezzo che può trasportarne fino a 5 per volta. In genere ci lavoriamo in gruppi da 4. Gli asini sono animali tranquilli, noi abbiamo scelto di acquistarli già addestrati, abituati alla confusione, che costano circa 1000 euro ognuno.”
Roberto e Francesca lavorano per terzi, possono essere chiamati dai comuni, dalle aziende agrituristiche e più raramente da privati. Oltre ad offrire i loro animali Via Vai propone anche delle attività ludico-educative attraverso l’allestimento di tende etniche, dei veri e propri accampamenti indiani, mongoli e berberi.
Negli accampamenti i bambini possono imparare come vivevano gli indiani d’America, o i mongoli delle yurte o ancora i nomadi del deserto. Si organizzano anche dei corsi come quelli per fare i lacci indiani. Via Vai - asini
“Ho conosciuto Sviluppo Italia attraverso un mio amico che stava facendo la tesi” continua Roberto “ per fare il progetto ci abbiamo messo vari mesi perché non è facile, ma ci è servito per capire parecchie cose del mercato.”
Oggi Roberto e Francesca stanno per firmare il contratto per i finanziamenti per la microimpresa, entusiasmo e determinazione non gli mancano e il settore lo dominano bene.
“Qualche difficoltà l’abbiamo avuta, per esempio, recuperare e pagare una yurta dal fornitore mongolo non è stato semplice… ma assicuro che ne valeva proprio la pena….”.
(www.sviluppoitalia.it)
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