
C'è chi sbaglia i congiuntivi; chi esagera con le notizie di "contorno"; chi invece si dimentica di inserire le informazioni più importanti; chi sorvola sugli anni dedicati agli studi o trascorsi in altri ambiti lavorativi: compilare un curriculum non è facile. Anzi. Da quelle due-tre paginette spesso dipende il futuro professionale di una persona. Il curriculum è una sorta di biglietto da visita. E' una presentazione. Deve essere scritto in maniera chiara, sintetica, precisa. Con equilibrio. Ma soprattutto
deve invogliare chi lo riceve a convocare per un colloquio l'aspirante lavoratore. Senza barare, però: i bluff vengono scoperti e non sono per nulla graditi.
Ai curricula, e più in particolare agli errori commessi nella loro compilazione, è dedicata un'interessante indagine realizzata tra dicembre 2006 e febbraio 2007 da Gidp/Hrda (Gruppo intersettoriale direttori del personale - www.gidp.it), il network che riunisce 1.950 responsabili delle risorse umane di imprese italiane di medio-grandi dimensioni. Il quadro che ne esce è sconfortante: secondo gli intervistati, infatti, ben il 91,2% dei candidati effettua sbagli clamorosi, che vanno dall'eccesso di informazioni inutili all'omissione di dati importanti, dalla presenza di errori grammaticali all'imprecisione su date e cifre, dalla carenza di notizie sugli studi alla grafica poco leggibile.
Il problema riguarda un po' tutti, anche se a cadere nello sbaglio sono soprattutto i più giovani, cioè quelli che hanno meno di 25 anni (44,8%) o tra i 25 e i 29 anni (13,6%). Terzi vengono gli over 45 (8%), forse poco abituati a "mandare in giro" curricula. Tra le categorie prevalgono le persone inquadrate nei profili meno elevati, come gli operai (la pensa così il 49,6% del campione). Ma commettono errori e imprecisioni anche gli impiegati/tecnici generici (35,2%), gli studenti (34,4%), e le figure della vendita (18,4%). E via via, a scendere, i professionisti tecnici (11,2%), i professionisti ad elevata specializzazione (5,6%) e perfino i quadri-dirigenti (3,2%).
Ma quali elementi di un curricula inducono i selezionatori di personale a prendere subito in considerazione una candidatura? Nel primo screening contano soprattutto l'essenzialità delle informazioni contenute (56%) e l'impostazione grafica ben leggibile (52,5%). Inoltre è importante la segnalazione (non raccomandazione) da parte del network aziendale di appartenenza (31,2%). Nel merito, gli intervistati sono poi concordi sul fatto che "sarebbero utili soprattutto una maggiore precisione dei candidati nel raccontare le esperienze professionali, che andrebbero circostanziate per competenze e meglio evidenziate in ordine di tempo". Insomma, più precisione: la vaghezza è guardata con sospetto.
Fonte: borsalavorolombardia.net
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