Politici italiani e web 2.0: un rapporto tutto da costruire

MySpace il colosso del social networking controllato da Rupert Murdoch ha aperto il canale Impact, dedicato alla politica e in particolare ai candidati delle prossime presidenziali americane. Si tratta di una sezione specifica dove sono raccolti i profili di una decina di aspiranti alla nomination democratica e repubblicana, ognuno con i propri video, la vendita di gadget, la distribuzione di banner ai siti simpatizzanti. Manca – ma quelli di MySpace fanno sapere che arriverà – la possibilità di raccogliere fondi online. Nel frattempo i vari Obama, Clinton, McCain, Romney sperano di essere inclusi nella rete amicale del maggior numero di utenti, proprio come avviene per qualsiasi ragazzino che voglia intrecciare rapporti e amicizie sul sito di social networking. Quello di MySpace era in fondo un atto dovuto, dopo che anche Google aveva aperto, sul suo YouTube, un canale ad hoc – YouChoose - per i candidati 2008.
Insomma, i colossi del web – Google e MySpace in testa – vogliono presidiare con convinzione quel nuovo spazio mediatico che è la campagna elettorale online. E non sono gli unici. Brand Games, società newyorchese di advergames (videogame pubblicitari), vorrebbe proporre ai candidati dei giochi tematizzati, mentre Community Connect, una rete di social network di nicchia, indirizzati a precise comunità etniche o identitarie (BlackPlanet, MiGente, AsianAvenue, e GLEE, ovvero Gays, Lesbians and Everyone Else) invita i politici in corsa per le presidenziali a interloquire con i propri utenti.
Infine, c’è anche chi prende la “conversazione” web sul serio: lo fa il candidato democratico Dennis Kucinick, che ha deciso di replicare alle osservazioni-video di James Kotecky, un giovane commentatore presente su YouTube, con un altro video, dove tra le altre cose accoglie i consigli ricevuti (ad esempio, si fa riprendere più da vicino). E' la prima volta che un concorrente alle elezioni presidenziali risponde direttamente ai commenti di un utente attraverso YouTube. Ma per la politica americana è un periodo pieno di prime volte.
Fonte: VisionBlog.it
Insomma, i colossi del web – Google e MySpace in testa – vogliono presidiare con convinzione quel nuovo spazio mediatico che è la campagna elettorale online. E non sono gli unici. Brand Games, società newyorchese di advergames (videogame pubblicitari), vorrebbe proporre ai candidati dei giochi tematizzati, mentre Community Connect, una rete di social network di nicchia, indirizzati a precise comunità etniche o identitarie (BlackPlanet, MiGente, AsianAvenue, e GLEE, ovvero Gays, Lesbians and Everyone Else) invita i politici in corsa per le presidenziali a interloquire con i propri utenti.
Infine, c’è anche chi prende la “conversazione” web sul serio: lo fa il candidato democratico Dennis Kucinick, che ha deciso di replicare alle osservazioni-video di James Kotecky, un giovane commentatore presente su YouTube, con un altro video, dove tra le altre cose accoglie i consigli ricevuti (ad esempio, si fa riprendere più da vicino). E' la prima volta che un concorrente alle elezioni presidenziali risponde direttamente ai commenti di un utente attraverso YouTube. Ma per la politica americana è un periodo pieno di prime volte.
Fonte: VisionBlog.it
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