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domenica, gennaio 18, 2009

Lo sviluppo dell’uso delle nuove tecnologie fa diminuire il tempo dedicato alla tv

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Le indagini Multiscopo condotte dall’Istat rilevano alcuni comportamenti e gli aspetti più importanti della vita quotidiana delle famiglie e degli individui. I dati di seguito riportati sono stati rilevati nell’ambito dell’Indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana”. L’indagine è stata condotta nel mese di febbraio 2008 su un campione di 20 mila famiglie per un totale di circa 49 mila individui. Le famiglie con minori (bambini e ragazzi fino a 17 anni) intervistate sono state 5.462.


Lo sviluppo dell’uso delle nuove tecnologie fa diminuire il tempo dedicato alla tv
I bambini e i ragazzi che usano tv, radio e pc leggono di più nel tempo libero, vanno più frequentemente al cinema, praticano di più sport. Insomma, fanno tutto di più rispetto a chi vede solo la tv.
Rispetto al rapporto con la tv diminuisce il tempo che i ragazzi vi dedicano. Ciò accade, in particolare, per i bambini e ragazzi multimediali: infatti, tra chi usa tv, radio e pc la quota di coloro che guardano la tv 3 ore o più nei giorni non festivi passa dal 42,7% del 2005 al 34,9% del 2008, mentre tra i ragazzi che guardano solo la tv la quota passa dal 44,3% al 41,1%.

Dinamica positiva soprattutto per le femmine, ma permangono forti disuguaglianze.

Una particolare dinamicità si evidenzia da parte di bambini e ragazzi. Le femmine in particolare hanno praticamente raggiunto i maschi nell’uso del pc e superato i loro coetanei nella maggior parte delle attività: lettura (62,3% contro il 51,9% dei maschi), fruizione di cinema (79,5% contro il 77,2%), teatro (33,5% contro il 27%) e altre manifestazioni culturali.
Dall’altra parte, se è vero che aumenta la quota di bambini che giocano con i genitori (in particolare con il papà) è anche vero che una quota rilevante di essi lo fa raramente: il 16,8% dei bambini gioca meno di una volta a settimana o mai con il papà e il 10,5% con la mamma.
Aumenta la socializzazione, ma il 13,6% dei bambini e ragazzi di 6-17 anni non frequenta coetanei al di fuori dell’orario scolastico o di eventuali impegni extrascolastici e il 21,9% non partecipa a feste organizzate da altri coetanei. Aumenta la quota di bambini di 6-10 ani che gioca con amici e compagni di scuola, anche se ben il 38,5% non ci gioca mai nei giorni non festivi.
Permangono le differenze territoriali e sociali, prefigurando l’esistenza di segmenti di bambini con minori opportunità di altri o addirittura esclusi. Nel Nord-ovest il 78,2% delle famiglie con minori possiede un pc contro il 61,4% nelle Isole; a livello nazionale, l’88% delle famiglie di imprenditori dirigenti e liberi professionisti contro il 57,1% delle famiglie operaie. Più del 55% dei bambini del
Nord frequenta corsi di formazione extrascolastica contro il 39,7% nel Sud e il 36,5% nelle Isole.
Aumentano i bambini e ragazzi che leggono libri nel tempo libero ma continuiamo ad essere un Paese in cui si legge poco. I bambini sono le fasce di età in cui si legge di più, ma il 53,4% dei giovani lettori non supera i tre libri in un anno. Al Nord oltre il 68% dei bambini leggono libri nel tempo libero contro il 42% nel Sud e il 51,4% delle famiglie operaie.
Infine, si rilevano oltre 20 punti percentuali di differenza tra Nord e Sud per la frequentazione del teatro, 10 per il cinema e 27 per musei e mostre e 15 punti le visite a siti archeologici e monumenti .
In Italia 378 mila bambini da 6 a 17 anni (il 5,5% di questa fascia d’età) nei 12 mesi precedenti l’intervista non sono andati al cinema, non hanno letto libri, non hanno usato il pc né Internet, e non hanno praticato sport. La percentuale diminuisce al crescere dell’età, passando dal 9% tra i 6 e 10 anni al 4% tra 11 e 13 al 2,6% tra 14 e 17 anni. Nel Sud si raggiunge il 9,5% contro il 2,9% del Nord e il 2,6% del Centro. Nelle famiglie operaie, a livello nazionale, la percentuale si attesta all’8%.
Il dato positivo è che proprio laddove le differenze sono più grandi la riduzione delle disuguaglianze è stata maggiore negli ultimi anni, soprattutto nel rapporto con le nuove tecnologie, segno che i nuovi comportamenti cominciano a rompere anche le barriere sociali e territoriali.

Per leggere un altro articolo su argomenti simili (Bambini e ragazzi italiani sempre più “tecnologici”) clicca QUI.
Per scaricare il rapporto completo dell'indagine vai sul sito dell'ISTAT cliccando QUI.

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Bambini e ragazzi italiani sempre più “tecnologici”

Le indagini Multiscopo condotte dall’Istat rilevano alcuni comportamenti e gli aspetti più importanti della vita quotidiana delle famiglie e degli individui. I dati di seguito riportati sono stati rilevati nell’ambito dell’Indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana”. L’indagine è stata condotta nel mese di febbraio 2008 su un campione di 20 mila famiglie per un totale di circa 49 mila individui. Le famiglie con minori (bambini e ragazzi fino a 17 anni) intervistate sono state 5.462.

Bambini e ragazzi utilizzano sempre di più le nuove tecnologie. Cresce in primo luogo l’uso del cellulare: considerando gli 11-17enni, tra il 2000 e il 2008 si è passati dal 55,6% al 92%. La crescita maggiore si è verificata tra i più piccoli. La quota di ragazzi tra gli 11 e i 13 anni che utilizza il cellulare è passata, infatti, dal 35,2% al 83,7%, mentre tra i 14 e i 17 anni dal 70,4% al 97,8%.
Nel 2008 il 68,9% dei bambini e ragazzi di 6-17 anni utilizza il cellulare. Chi utilizza il cellulare nella gran parte dei casi lo possiede. Il 59,4% dei bambini e i ragazzi da 6 a 17 anni, infatti, possiede un cellulare (era il 49,6% nel 2005), la quota di femmine è leggermente superiore a quella dei maschi (60% contro il 58,8%).
Il cellulare non si usa solo per telefonare. Era già così nel 2000, ma lo è ancora di più nel 2008. Tra il 2000 e il 2008 diminuisce, infatti, la quota di bambini e ragazzi tra gli 11 e i 17 anni che utilizza il cellulare solo per telefonare, passando dal 20,3% al 3,8%.
Tra le funzioni utilizzate del cellulare al primo posto si colloca il telefonare (93,6%), a brevissima
distanza l’invio/ricezione messaggi (81,3%). Oltre la metà dei bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni
gioca con il cellulare, il 47,3% fa squilletti, il 46,9% cambia suonerie e il 42,7% fa uso della rubrica telefonica. Al settimo posto tra le funzioni utilizzate si colloca il fare/ricevere foto (38,8%), seguito dall’ascolto della musica (33,3%). Con percentuali più basse ma comunque di interesse emergono: fare, inviare e ricevere filmati (15,2%), registrare conversazioni (10,3%), utilizzare l’agenda diario (11,2%) e collegarsi ad internet (4,2%).

Dal 2000 al 2008 aumenta la quota di bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni che usa il pc (dal 41,7% al59,8%). Anche l’uso di Internet è cresciuto. Considerando, per esigenze di confronto con il 2000, i ragazzi tra 11 e 17 anni, Internet è passato dal 28,5% del 2000 al 66,9% del 2008.
Nel 2008 sono 5 milioni e 135 mila i bambini e i ragazzi tra i 3 e i 17 anni che usano il pc a casa o in altro luogo. Tra i 6 e i 17 anni i bambini e ragazzi che si collegano ad Internet sono 3 milioni e 386 mila (il 49,2% della popolazione di questa età).
L’uso del pc aumenta al crescere dell’età: tra i bambini di 3-5 anni solo il 15,6% usa il pc, tra i 6 e i 10 anni oltre la metà dei bambini (57,4%), tra gli 11 e i 13 anni il 75,8% e tra i 14 e i 17 anni l’82,0%.
Non emergono differenze significative dal punto di vista del genere, ad eccezione della fascia di età tra 6-10 anni e 14-17, in cui la quota di bambini e ragazzi che usano il pc è superiore di circa 5 punti percentuali a quella delle loro coetanee. Questa relativa omogeneità è una caratteristica specifica delle fasce di età considerate, in quanto per le classi di età successive l’uso del pc risulta essere un’attività prevalentemente maschile. Considerando tutte le persone di 18 anni e oltre, infatti, i maschi che usano il pc sono il 48,3% mentre le femmine sono il 36,6%.

Per scaricare il rapporto completo dell'indagine vai sul sito dell'ISTAT cliccando QUI.

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