Lo sviluppo dell’uso delle nuove tecnologie fa diminuire il tempo dedicato alla tv
MauoNkids for education
Le indagini Multiscopo condotte dall’Istat rilevano alcuni comportamenti e gli aspetti più importanti della vita quotidiana delle famiglie e degli individui. I dati di seguito riportati sono stati rilevati nell’ambito dell’Indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana”. L’indagine è stata condotta nel mese di febbraio 2008 su un campione di 20 mila famiglie per un totale di circa 49 mila individui. Le famiglie con minori (bambini e ragazzi fino a 17 anni) intervistate sono state 5.462.

Lo sviluppo dell’uso delle nuove tecnologie fa diminuire il tempo dedicato alla tv
I bambini e i ragazzi che usano tv, radio e pc leggono di più nel tempo libero, vanno più frequentemente al cinema, praticano di più sport. Insomma, fanno tutto di più rispetto a chi vede solo la tv.
Rispetto al rapporto con la tv diminuisce il tempo che i ragazzi vi dedicano. Ciò accade, in particolare, per i bambini e ragazzi multimediali: infatti, tra chi usa tv, radio e pc la quota di coloro che guardano la tv 3 ore o più nei giorni non festivi passa dal 42,7% del 2005 al 34,9% del 2008, mentre tra i ragazzi che guardano solo la tv la quota passa dal 44,3% al 41,1%.
Una particolare dinamicità si evidenzia da parte di bambini e ragazzi. Le femmine in particolare hanno praticamente raggiunto i maschi nell’uso del pc e superato i loro coetanei nella maggior parte delle attività: lettura (62,3% contro il 51,9% dei maschi), fruizione di cinema (79,5% contro il 77,2%), teatro (33,5% contro il 27%) e altre manifestazioni culturali.
Dall’altra parte, se è vero che aumenta la quota di bambini che giocano con i genitori (in particolare con il papà) è anche vero che una quota rilevante di essi lo fa raramente: il 16,8% dei bambini gioca meno di una volta a settimana o mai con il papà e il 10,5% con la mamma.
Aumenta la socializzazione, ma il 13,6% dei bambini e ragazzi di 6-17 anni non frequenta coetanei al di fuori dell’orario scolastico o di eventuali impegni extrascolastici e il 21,9% non partecipa a feste organizzate da altri coetanei. Aumenta la quota di bambini di 6-10 ani che gioca con amici e compagni di scuola, anche se ben il 38,5% non ci gioca mai nei giorni non festivi.
Permangono le differenze territoriali e sociali, prefigurando l’esistenza di segmenti di bambini con minori opportunità di altri o addirittura esclusi. Nel Nord-ovest il 78,2% delle famiglie con minori possiede un pc contro il 61,4% nelle Isole; a livello nazionale, l’88% delle famiglie di imprenditori dirigenti e liberi professionisti contro il 57,1% delle famiglie operaie. Più del 55% dei bambini del
Nord frequenta corsi di formazione extrascolastica contro il 39,7% nel Sud e il 36,5% nelle Isole.
Aumentano i bambini e ragazzi che leggono libri nel tempo libero ma continuiamo ad essere un Paese in cui si legge poco. I bambini sono le fasce di età in cui si legge di più, ma il 53,4% dei giovani lettori non supera i tre libri in un anno. Al Nord oltre il 68% dei bambini leggono libri nel tempo libero contro il 42% nel Sud e il 51,4% delle famiglie operaie.
Infine, si rilevano oltre 20 punti percentuali di differenza tra Nord e Sud per la frequentazione del teatro, 10 per il cinema e 27 per musei e mostre e 15 punti le visite a siti archeologici e monumenti .
In Italia 378 mila bambini da 6 a 17 anni (il 5,5% di questa fascia d’età) nei 12 mesi precedenti l’intervista non sono andati al cinema, non hanno letto libri, non hanno usato il pc né Internet, e non hanno praticato sport. La percentuale diminuisce al crescere dell’età, passando dal 9% tra i 6 e 10 anni al 4% tra 11 e 13 al 2,6% tra 14 e 17 anni. Nel Sud si raggiunge il 9,5% contro il 2,9% del Nord e il 2,6% del Centro. Nelle famiglie operaie, a livello nazionale, la percentuale si attesta all’8%.
Il dato positivo è che proprio laddove le differenze sono più grandi la riduzione delle disuguaglianze è stata maggiore negli ultimi anni, soprattutto nel rapporto con le nuove tecnologie, segno che i nuovi comportamenti cominciano a rompere anche le barriere sociali e territoriali.
Per leggere un altro articolo su argomenti simili (Bambini e ragazzi italiani sempre più “tecnologici”) clicca QUI.
Per scaricare il rapporto completo dell'indagine vai sul sito dell'ISTAT cliccando QUI.

Lo sviluppo dell’uso delle nuove tecnologie fa diminuire il tempo dedicato alla tv
I bambini e i ragazzi che usano tv, radio e pc leggono di più nel tempo libero, vanno più frequentemente al cinema, praticano di più sport. Insomma, fanno tutto di più rispetto a chi vede solo la tv.
Rispetto al rapporto con la tv diminuisce il tempo che i ragazzi vi dedicano. Ciò accade, in particolare, per i bambini e ragazzi multimediali: infatti, tra chi usa tv, radio e pc la quota di coloro che guardano la tv 3 ore o più nei giorni non festivi passa dal 42,7% del 2005 al 34,9% del 2008, mentre tra i ragazzi che guardano solo la tv la quota passa dal 44,3% al 41,1%.
Dinamica positiva soprattutto per le femmine, ma permangono forti disuguaglianze.
Dall’altra parte, se è vero che aumenta la quota di bambini che giocano con i genitori (in particolare con il papà) è anche vero che una quota rilevante di essi lo fa raramente: il 16,8% dei bambini gioca meno di una volta a settimana o mai con il papà e il 10,5% con la mamma.
Aumenta la socializzazione, ma il 13,6% dei bambini e ragazzi di 6-17 anni non frequenta coetanei al di fuori dell’orario scolastico o di eventuali impegni extrascolastici e il 21,9% non partecipa a feste organizzate da altri coetanei. Aumenta la quota di bambini di 6-10 ani che gioca con amici e compagni di scuola, anche se ben il 38,5% non ci gioca mai nei giorni non festivi.
Permangono le differenze territoriali e sociali, prefigurando l’esistenza di segmenti di bambini con minori opportunità di altri o addirittura esclusi. Nel Nord-ovest il 78,2% delle famiglie con minori possiede un pc contro il 61,4% nelle Isole; a livello nazionale, l’88% delle famiglie di imprenditori dirigenti e liberi professionisti contro il 57,1% delle famiglie operaie. Più del 55% dei bambini del
Nord frequenta corsi di formazione extrascolastica contro il 39,7% nel Sud e il 36,5% nelle Isole.
Aumentano i bambini e ragazzi che leggono libri nel tempo libero ma continuiamo ad essere un Paese in cui si legge poco. I bambini sono le fasce di età in cui si legge di più, ma il 53,4% dei giovani lettori non supera i tre libri in un anno. Al Nord oltre il 68% dei bambini leggono libri nel tempo libero contro il 42% nel Sud e il 51,4% delle famiglie operaie.
Infine, si rilevano oltre 20 punti percentuali di differenza tra Nord e Sud per la frequentazione del teatro, 10 per il cinema e 27 per musei e mostre e 15 punti le visite a siti archeologici e monumenti .
In Italia 378 mila bambini da 6 a 17 anni (il 5,5% di questa fascia d’età) nei 12 mesi precedenti l’intervista non sono andati al cinema, non hanno letto libri, non hanno usato il pc né Internet, e non hanno praticato sport. La percentuale diminuisce al crescere dell’età, passando dal 9% tra i 6 e 10 anni al 4% tra 11 e 13 al 2,6% tra 14 e 17 anni. Nel Sud si raggiunge il 9,5% contro il 2,9% del Nord e il 2,6% del Centro. Nelle famiglie operaie, a livello nazionale, la percentuale si attesta all’8%.
Il dato positivo è che proprio laddove le differenze sono più grandi la riduzione delle disuguaglianze è stata maggiore negli ultimi anni, soprattutto nel rapporto con le nuove tecnologie, segno che i nuovi comportamenti cominciano a rompere anche le barriere sociali e territoriali.
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Per scaricare il rapporto completo dell'indagine vai sul sito dell'ISTAT cliccando QUI.
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